σύγχρονα κινήματα, movimenti contemporanei

[ΚτΒ] Vittoria nella lotta del popolare combattente Dimitris Kufodinas (30 ° giorno di Shiopero della Fame).

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[ΚτΒ]  Solidarietà agli scioperanti della fame G. Dimitrakis e N. Maziotis.

4a Giornata d’Azione Panellenica. Martedì 9 febbraio 2021. Sosteniamo il raduno convocato ai Propilei alle 17.00 dall’Assemblea di Solidarietà allo scioperante della fame Dimitris Kufodinas.

[…] Vorrei dirvi addio. Se mi permettete, ovviamente, dire alcune parole personalmente. Innanzitutto, sappiamo tutti che la condizione ovvia per un militante è la solidarietà, non si puo pensare militante senza questa qualità nei confronti dei compagni della lotta comune. Ed è per questo che non siamo abituati a ringraziarci a vicenda per questo, va da sé. Oggi, invece, quando tutto è messo alla prova e soprattutto l’ovvio, voglio che mi permettiate in un momento, diciamo, di debolezza, di rivolgere insieme al saluto finale ed un personale ringraziamento. Perché da anni ormai sentiamo la vostra voce, stiamo anche traendo forza e coraggio dalla solidarietà. Voglio anche ricordare un momento in cui ho avuto una strana sensazione, una notte in ospedale in sciopero della fame, quando il corpo si difendeva dall’attacco del suo stesso essere, quando abbassava lentamente gli interruttori periferici per mantenere quelli centrali, allora dentro la notte le voci dei solidali hanno aperto all’improvviso fonti di potere sconosciute. E senti in quel momento lo strano senso di unità tra le persone, molte delle quali non vi conosco. Forse non ci conosciamo, ma siamo uniti da sogni comuni, lotte comuni, modi comuni per creare e ricreare la vita, la sensazione che ci stiamo muovendo nello stesso tempo, nello stesso spazio, coordinati nello stesso passo verso il sogno emancipatorio. È così che mi son sentito allora, posso dire che ora mi sento lo stesso, in modo uguale. Addio compagni. [1]

Sono passati 30 giorni dall’8 gennaio 2021, quando Dimitris Kufodinas ha nuovamente messo barriera il proprio corpo contro il terrorismo di Stato, l’arbitrio e la vendetta, durante i suoi tanti anni di lotta.

Un mese durante il quale l’intramontabile corso in salita di questo eterno ribelle, con tutta la grandezza dell’anima e della dignità che lo contraddistingue, riprende carne e sangue – ogni giorno e notte, ogni ora che passa – di fronte e contro l’audacia sadica e la vendetta del potere, del segretario generale della «politica anti-crimine» Sofia Nikolaou, cioè del ministro «ProPo» Michalis Chryssochoidis e della famiglia Mitsotakis, cioè dell’Ambasciata (una è l’Ambasciata …) e dell’oligarchia locale di banchieri, armatori e dei canali tv.

Una lotta incessante per la vita che – ancora una volta negli anni – frantuma l’ipocrisia mortale delle dichiarazioni borghesi e dei pettegolezzi dei Media di regime sull ‘»autostima della vita umana», ricordando vividamente quanto affermato dal 2003 l’apprezzato militante dell’ organizzazione rivoluzionaria 17N) davanti ai suoi persecutori «contro» terroristmo, nella straordinaria «corte del terrore» della prigione di Korydallos: […] La competizione, il contrasto sociale, la guerra sociale, la guerra civile, va avanti da molti anni, sta attraversando fasi di aggravamento e recessione, a volte è visibile, a volte invisibile, a volte sotto le spoglie dello Stato di diritto, a volte nella sua forma più pura. E continuerà fino a quando non ci saranno più classi. Quando l’umanità verrà a galla dalla sua barbara preistoria, dalle guerre, dalla miseria, dall’esilio, dall’analfabetismo, dal saccheggio del pianeta da parte delle multinazionali, quando entrerà nel regno della libertà, dell’uguaglianza, dello sviluppo umano senza ostacoli, quando l’umanità si emanciperà, quando le persone si riappropriano della loro umanità, allora la vita umana sarà vera autostima e non un’ipocrisia.

Ecco perché si stanno infuriando. Perché sanno molto bene che il lavaggio di cervello da parte del regime per tanti anni è andato storto, poiché per gran parte dei lavoratori e dei disoccupati, dei poveri e degli offesi, dei pariah e dei «vinti della storia» di questo paese, il comunista prigioniero politico Dimitris Kufodinas continua ad essere uno dei nostri, uno di quelli che ha portato sulle spalle il peso e la responsabilità di essere una mano e una voce punitive del popolo, carne della sua carne che continua, in ogni momento e in ogni luogo, a resistere e lottare, con un eccesso di coraggio, determinazione e altruismo.

Ecco perché vanno in collera. Perché non è solo, non sta solo. Perché i prigionieri politici anarchici nella prigione di Domokos (scioperanti della fame dal 16/1) Ghiannis Dimitrakis e Nikos Maziotis (membro di EA, Lotta Rivoluzionaria) sono solidali con lui, mentre uno sciopero della fame di cinque giorni di solidarietà ha avuto luogo nelle carceri di Larissa dai compagni detenuti in attesa di giudizio Polykarpos Gheorghiadis e Vanghelis Stathopulos. Perché da un mese a questa parte, molte centinaia di compagni e compagne, anarchici e comunisti, anarchiche e comuniste, con decine di raduni, convocati e no, manifestazioni, interventi e altre azioni dirette (alla luce del giorno o al buio della notte) nel centro ed i quartieri di Atene, Salonicco, Patrasso e di tutto il Paese (ma anche in Cipro, Berlino, Berna, Roma, Milano, Sardegna, Messico e non solo), fanno ricordare in tutti i modi ed a molte parti interessate che Solidarity, la Solidarietà era, è e sarà la nostra arma

Ecco perché vanno in bestia. Perché il prigioniero politico comunista Dimitris Kufodinas non è solo. Perché migliaia di persone, anonimamente o per nome, in pratica o mentalmente e senza essere (necessariamente) identificate politicamente-ideologicamente con lui, continuano ad avere l’onestà di riconoscere il diritto alla richiesta del suo trasferimento immediato nella prigione di Korydallos e richiedono salvare la vita e la salute del militante incarcerato, che ora sono in pericolo immediato e costante.

Ecco perché stanno intensificando la campagna di propaganda borghese e disinformazione di Stato, blackout e distorsione dei media, repressione poliziesca e squadrismo in divisa contro i movimenti di solidarietà che si sono manifestati (in occasione delle tre Giornate d’Azione Panellenicha che sono state convocate dall’Assemblea di Solidarietà allo scioperante della fame Dimitris Kufodinas e non solo) e continuano a manifestarsi in tutto il paese, fino alla Vittoria di questo -così cruciale- Sciopero della Fame per la vita e la salute del popolare 63enne militante, ma anche per la sorte che riserverà (d’ora in poi) la «giustizia» borghese e il suo sistema «penitenziario», ai condannati e le condannate per reati di «terrorismo».

Ecco perché, come i più genuini discendenti politici del «moderno Partenone di Makronissos» e come i più fedeli portavoce di governo del moderno «Generale, ecco il suo esercito«, nello stile di mille giudici militari dei post-guerra civile tribunali, insistono – ormai da quasi vent’anni – richiedendo dichiarazioni di pentimento e diniego, come Goebbels moderni, speculano politicamente, tanto che ancora una volta – premendo sui cadaveri – servano da leali dipendenti pubblici gli appetiti e gli interessi dei loro padroni e dei padroni dei loro padroni.

Nel reparto dell’ospedale di Lamia, dove è ricoverato sotto scorta il militante rivoluzionario, dopo 30 giorni di duro sciopero della fame – ogni giorno e notte, ogni ora che passa – la luce diventa sempre più simile a quella mortale, dello stile Blocco H britannico, le celle bianche tedesche e le carceri turche di tipo F, mentre aleggia sempre più densamente al di sopra dell’atmosfera la minaccia dell’uso della tortura dell’alimentazione forzata.

Come scriveva lo striscione del Raduno Solidale di ieri l’altro allo scioperante della fame Dimitris Kufodinas, fuori dal consolato greco a Milano, conclusosi con un attacco della polizia e cinque arresti di compagni: il tempo stringe

Vittoria alla lotta di Dimitris Kufodinas – 30° giorno di sciopero della fame.

Suo trasferimento immediato alla prigione di Korydallos, Atene.

Solidarietà con gli scioperanti della fame Giannis Dimitrakis e Nikos Maziotis (militante di EA)

Solidarietà a tutti e tutte coloro che sono stati portati in Questura, arrestati e arrestate dei movimenti di solidarietà.

No allo stato di eccezione per i prigionieri politici.

La Lotta continua.

4a Giornata d’Azione Panellenica. Martedì 9 febbraio 2021. Sosteniamo il Raduno convocato ai Propilei alle 17.00 dall’Assemblea di Solidarietà allo scioperante Dimitris Kufodinas.

Movimento Violetta (ΚτΒ)

Αtene, 6/2/21.

[1] Estratto dall’intervento telefonico di Dimitris Kufodinas durante l’evento della presentazione del libro sulla situazione politica e la prospettiva rivoluzionaria, in occasione della pubblicazione del «13 Risposte» (pubblicazioni Monopati). Atene, K * Vox (piazza Exarcheion) 30 giugno 2016. Pubblicato nel 3° numero della rivista politica MOLOT (novembre 2016).

13 ΑΠΑΝΤΗΣΕΙΣ // ΜΙΑ ΣΥΖΗΤΗΣΗ ΜΕ ΤΟΝ ΤΑΣΟ ΠΑΠΠΑ

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