σκόρπιες σκέψεις...

Solidarietà con G. Kalaitzidis e N. Mataragas. La cospirazione di Stato crollerà.

Martedì 7 giugno 2016, uno spacciatore di droghe viene giustiziato a Exarchia, Atene. La responsabilità dell’esecuzione è assunta dall’organizzazione «Gruppi di milizia armata» e in un testo che pubblicano sottolineano il suo comportamento violento, incurante e pericoloso nel quartiere di Exarchia nei confronti di compagni e residenti. Nel marzo 2020, la 2a investigatrice regolare, dopo aver valutato il materiale pre-investigativo raccolto dal dipartimento omicidi dopo 4 interi anni, decide di chiamare in causa Giorgio Kalaitzidis e Nikos Mataragas rispettivamente, per istigazione morale e fisica all’omicidio. Nel giugno 2020, passando dall’ufficio dell’investigatore, i due compagni sono stati rilasciati senza cauzione e tutto indicava che il questione, correttamente, sarebbe andata agli atti. Ma lo Stato e i meccanismi repressivi, nell’aprile 2021 e nonostante il caso contestabile, mandano i compagni ad un processo che si terrà il 13 ottobre 2021. Questa metodologia da parte dello Stato mira alla presa in ostaggio dei due compagni, ma anche al loro sterminio politico e fisico, poiché rischiano addirittura l’ergastolo. Siamo di fronte a una sfida politica unica negli ultimi 40 anni. Con questo testo dichiariamo il nostro pieno sostegno ai militanti perseguitati dallo Stato, Giorgio Kalaitzidis e Nikos Mataragas, e chiediamo l’immediata cessazione delle persecuzioni. Chiamiamo pure tutti al processo mercoledì 13 ottobre presso la Corte d’Appello di Atene, Degleri 4 alle 9 del mattino. Contro le macchinazione e il targeting. Nessuno solo nelle mani dello Stato.

Comitato di solidarietà G. Kalaitzidis N. Mataragas

Εξάρχεια: Μόνοι τους οι πολίτες δίνουν τη μάχη κατά των εμπόρων ναρκωτικών  - CNN.gr

Lo Stato non dimentica. Non dimentica coloro che hanno ostacolato le sue parole e le sue azioni nelle sue scelte, specialmente quelle più oscure. Per decenni, il quartiere si Exarcheia è stato un polo di resistenza nella metropoli, un focolaio di forze che lottano per una diversa condizione sociale, un luogo di sfida, di creazione, una breccia alla normalità del regime. A parte l’immediata repressione della polizia, il secondo mezzo più importante utilizzato dal governo greco per minare questo polo di resistenza è stato il traffico di droga e le mafie dietro di esso. Il movimento «generazioni su generazioni» ha resistito attivamente a questa minaccia «dall’interno». Dagli anni ’70 ad oggi, decine di battaglie sono state combattute contro questo stato e capitale «illegali» che cooperano armoniosamente con quello legale.

Ma lo Stato non dimentica. Il 26/6/20 due compagni, membri del collettivo Rubicone, N. Mataragas e G. Kalaitzidis vengono portati dall’investigatore, il primo accusato di istigazione fisica e il secondo di istigazione morale nell’omicidio di uno spacciatore nel giugno 2016 in piazza Exarcheia. Per chi non lo ricordasse, questo evento fu preceduto da un periodo di accanite lotte contro la mafia allora organizzata che controllava il narcotraffico e aveva cominciato a trasformare il quartiere in una terra di nessuno imponendo la giungla necessaria a tali affari per aumentare i suoi profitti. Il movimento, migliaia di compagni, e tra loro Rubicone e i suoi due membri accusati, eressero un muro di resistenza. Dopo battaglie persistenti, dure e pericolose, è stata ottenuta una vittoria regolare sulla criminalità organizzata. Ecco perché lo Stato, non appena si è accorto che in quel momento la partita era persa, ha «ritirato» l’intero circuito con arresti immediati e di massa. Altri circuiti lo sostituirono, certo, ma il risentimento dello Stato sia per la sua sconfitta in quel momento sia per la resistenza «inaspettata» dal basso ai suoi piani organizzati, rimase. Quattro anni dopo, è in corso una cruda cospirazione che tenta di imprigionare due militanti. Parte di uno sporco gioco poliziesco che, tra l’altro, ha cercato di persuadere i mafiosi imprigionati a ritenere questi specifici militanti responsabili del loro arresto. Il piano statale non si completa con una possibile custodia cautelare ma prosegue come sterminio pure dentro il carcere…

Voglio farvi presente che la faccenda riguardante Nikos assomiglia molto a quella che vede coinvolta la compagna Maria Edgarda Marcucci, Eddi, visto che Mataragas ha combattuto in Siria del nord sotto le bandiere del YPG. Meno male che qui in Grecia non esiste, [almeno per ora], il provvedimento della Sorveglianza speciale. I compagni non devono essere lasciati soli da tutti noi che amiamo la libertà.

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In fine, ieri sera c’è stato un intervento in casa di Katerina Sakellaropoulou, martedì pomeriggio (6/10) dai membri del Comitato di Solidarietà.

I manifestanti hanno lanciato volantini tenendo in mano uno striscione, davanti alla casa della Presidente della Repubblica esprimendo la loro solidarietà ai due esponenti del Rubicone e del Centro Sociale BOX, sotto processo il 13 ottobre.

Michele ‘Mikis’ Mavropulos

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